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sabato 16 dicembre 2017

Gemelle imperfette a cura di Maristella Copula

Autore: Affinity Konar
Titolo:
Gemelle imperfette
Genere:
Narrativa
Pagine:
368
Data di pubblicazione:
2017
Casa editrice:
Longanesi







Una storia originalissima e sorprendente, dove lirismo e ricostruzione storica si intrecciano a una intensità psicologica capace di commuovere ed entusiasmare.

“ Sapevo cosa voleva dire: dovevamo imparare ad amare il mondo, da capo”







Il romanzo d’esordio della scrittrice statunitense Affinity Konar, uscito in Italia per Longanesi nel 2017 con il titolo “Gemelle imperfette” (titolo originale “Mischling”), nasce dalla passione dell’autrice, proveniente da una famiglia di origine ebraico-polacca scampata all’Olocausto, per la letteratura ebraica che è sempre stata una presenza costante nella sua vita. Con grande rispetto per i sopravvissuti di quel terribile mondo totalmente disumanizzato, perché ormai il racconto della Shoah è affidato alla “terza generazione” di scrittori che avranno il compito solo di immaginarlo afferrando la verità attraverso le testimonianze e le documentazioni lasciate in eredità ai posteri, la Konar, pur scrivendo una storia tanto vicina all’orribile realtà vissuta da tanti, rinuncia alla descrizione dettagliata di tante scene raccapriccianti e di tanti fatti realmente accaduti. Due le voci narranti che si alterneranno in lunghi monologhi fino a diventare quasi una voce unica, spesso confondibile: quella delle gemelle monovulari Stasha e Pearl Zamorski, destinate a far parte del famigerato “Zoo di Mengele”, l’abominevole laboratorio delle cavie umane che attraverso esperimenti indicibilmente strazianti doveva servire la causa del Nazismo e della folle ideologia della purezza della razza ariana. I terribili patimenti delle gemelle saranno amplificati dal loro doppio “sentire” e i loro pensieri, orientati alla sopravvivenza di entrambe, ci racconteranno di una capacità di resistenza e di resilienza che sfiorerà i limiti dell’impensabile. Insieme a una serie di personaggi altrettanto disperati e coraggiosi, accompagnate da una angoscia che sembra non aver mai fine, rafforzate da una ricerca continua e a volte inutile di speranza e da un ricorrente palpito di un futuro che sembra non esistere più, le gemelle si chiederanno e ci chiederanno se è mai possibile un avvenire dopo Auschwitz, quale può essere la ragione di vivere dopo tanto orrore, come si può credere ancora nell’amore e nella bellezza delle cose del mondo.
Un’indagine profonda e intima da parte di una scrittrice che ama infinitamente i suoi personaggi e che con una narrazione toccante, soffusa di poesia ma anche di qualche sfoggio di maestria di troppo, non necessario visto l’argomento trattato, ci porta nell’anima del male inflitto e subito nel disperato tentativo di conservare un’umanità che sembra si sia volatilizzata con la cenere dei forni.

giovedì 14 dicembre 2017

Wonder a cura di Maristella Copula

Autore: R.J. Palacio
Titolo:
Wonder
Genere:
Ragazzi
Pagine:
288
Data di pubblicazione:
2013
Casa editrice:
Giunti




È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l'anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni. Età di lettura: da 13 anni.



La sindrome di Treacher-Collins è una malattia autosomica dominante che porta ad una serie di malformazioni soprattutto facciali, bilaterali ed asimmetriche che richiedono una continua terapia chirurgica, ortognatica e ortopedica per seguire l’iter di crescita del paziente, afflitto spesso anche da problemi respiratori e sordità. L’aspetto facciale di questi pazienti è sconcertante come impatto per chi ne viene a contatto per la prima volta, non sapendo che essi sono dotati di un’intelligenza normale e a volte superiore alla media. E’ quello che è successo all’autrice R.J. Palacio (pseudonimo di Raquel Jamillo) quando, incontrata una ragazzina con questa sindrome mentre passeggiava in un parco con i suoi figli, è fuggita via per la paura che i figli si spaventassero e si mettessero a gridare. La vergogna per la sua reazione, il suo continuo pensiero verso la situazione vissuta, la ispirarono a scrivere questo libro, un libro per ragazzi (10-14 anni) ma non solo.
E’ la storia di August, Auggie per la famiglia, un ragazzo affetto dalla sindrome che, dopo anni di operazioni dolorosissime per dare al suo volto un aspetto accettabile dal punto di vista estetico e per ripristinare certe funzioni fisiologiche compromesse, ha ricevuto un’educazione scolastica familiare. Ma ora che ha quasi 11 anni è venuto il momento di affrontare una scuola vera, cercare di andare avanti senza la protezione continua dei genitori e con coraggio affrontare il mondo esterno.
La storia di Auggie si sviluppa in 9 mesi di percorso scolastico difficile e irto di prove inaudite per un bambino consapevole come lui, forte e caparbio, ma tanto fragile per il suo bisogno di essere solamente amato e accettato. “Come un agnello al macello”, citando le parole del padre, Auggie affronterà tante situazioni al limite della sopportabilità, si scontrerà con il dolore, la solitudine, lo scherno, la discriminazione, il bullismo ma sperimenterà anche l’affetto, l’amicizia e l’accettazione totale del suo essere, comprendendo e facendoci comprendere che la vera forza è quella di riuscire a trascinare a sé il maggior numero di cuori grazie al proprio richiamo.
Con grande ironia, nonostante i frequenti momenti di disagio e tensione che si incontrano durante la narrazione, Auggie abbatterà i pregiudizi sulla sua condizione presentandosi al mondo così com’è, una bella persona con delle qualità uniche che si racconterà con sincerità, senza retoriche e con grande naturalezza, travolgendoci con la sua storia e facendosi amare già dalle prime pagine.
Efficace la scelta di un’alternanza di capitoli secondo i punti di vista dei vari personaggi che lo affiancano nel suo percorso e che raccontano gli stessi avvenimenti da prospettive diverse. Ognuno di loro è perfettamente descritto in ogni sua più piccola emozione (molto bello il capitolo in cui è Olivia, la sorella maggiore di Auggie, a parlare), ognuno di loro ci comunica sentimenti differenti da cui scaturiscono azioni e reazioni eterogenee, sempre espresse con genuina spontaneità e autenticità.
Non voglio dire altro sulla storia di Auggie, una storia che dovrebbe essere letta almeno una volta nella vita ( i lettori hanno reclamato dei seguiti che sono puntualmente usciti e nel 2017 sarà nelle sale anche il film) perché può insegnare tante cose e le insegna con estrema delicatezza (per questo consigliabile come lettura infantile e adolescenziale) trattando un tema tanto difficile senza nulla nascondere ma usando solo le parole giuste.
Semplice, scorrevole e a tratti poetica, la scrittura scivola veloce anche all’interno di cuori adulti già dischiusi all’accoglienza e alla gentilezza e infrange quelli induriti facendo emergere quel lato buono che porta alla positività, alla gioia e al sorriso presenti anche nella più intima sofferenza. Un finale eccessivamente buonista e oltremodo “americano” può essere facilmente perdonato in nome delle innumerevoli opportunità di riflessione di cui il libro è costellato e che hanno il potere, nonostante la difficile tematica analizzata, di lasciare un ineguagliabile senso di apertura e leggerezza.

martedì 12 dicembre 2017

Mississippi blood a cura di Katia Fortunato

Autore: Greg Iles
Titolo:
Mississippi blood
Genere:
Thriller
Pagine:
792
Data di pubblicazione:
2017
Casa editrice:
Piemme


Avvocato bianco nel profondo Sud degli Stati Uniti, Penn Cage è fin troppo conosciuto a Natchez, Mississippi. Soprattutto adesso che il processo per omicidio nei confronti di suo padre, rispettato e onorato medico della città per quarant'anni, sta per cominciare. Molte cose sono cambiate nella vita di Penn da quando il padre è stato accusato di aver assassinato l'infermiera di colore Viola Turner. Ma chi era davvero il padre di Penn? Con l'aiuto di una famosa scrittrice venuta a Natchez proprio per scrivere del processo, Serenity Butler, l'avvocato condurrà la sua, personalissima, indagine. E non avrà paura, questa volta, di guardare in faccia il passato della propria famiglia, e del Sud stesso, e di sporcarsi del sangue che vi troverà. Mississippi Blood è l'epica conclusione di una trilogia che lascia senza fiato per la forza narrativa e la potenza simbolica. Una saga i cui volumi hanno il passo del legal thriller e al tempo stesso raccontano una storia più grande, che parla di padri e figli, bianchi e neri, violenza e onore, e in cui si specchia un intero paese. Quell'America che, oggi come ieri, si affanna a cercare le stesse elusive risposte. Come ha scritto Stephen King, «un'opera straordinaria».

Ricordate “L’affare Cage” e il modo entusiastico con cui ne ho parlato (se volete rinfrescarvi la memoria, trovate la rece qui)?
Bene, oggi ritorno a parlarvi di lui, di Penn  Cage e dell’ultimo volume della saga…
Dopo aver ripercorso un pezzo di storia americana tra la segregazione razziale (primo libro) e l’omicidio di JFK (secondo libro) e qualche reminiscenza della guerra di Corea, finalmente in questo libro scopriamo la verità: chi ha ucciso Viola?
Ehhhhhh… Chi accidenti l’ha ammazzata ‘sta povera crista?
Ora, la trilogia, per un totale di circa 2000 pagine (pagina più, pagina meno), è un bel mattoncino, ma diamine, ne vale davvero la pena, quindi leggetela e lo saprete anche voi, ma…  Vero è che Iles ti dice chi è l’assassino, ma non è che io ne sia poi così tanto convinta eh! Secondo me, fra qualche libro ci ritroveremo a parlarne (intuizione, sesto senso, speranza? Lo ammetto, sono un po’ dispiaciuta che sia finita), tanto più che Penn Cage non è solo il protagonista di questa trilogia, ma anche degli ultimi libri di Iles, quindi…
Vabbè. Il libro è interessante, molto, anche se a livello “storico” ho preferito i primi due, ma questo, wow, mi ha fatto scendere una gran bella lacrimona. Devo anche dirvi che è adrenalina pura? Ok, ve lo dico: colpi di scena a go go che ti fanno venire la tachicardia ogni due per tre pagine. Questo libro l’ho letteralmente divorato, a volte mi sono anche resa conto che non me lo stavo davvero godendo, ma come si fa a non andare come un treno? Primo per la curiosità; aspettavo questo libro da un anno e secondo perché Iles non te lo permette proprio di staccarti, ti inchioda alle pagine e poi sta a te trovare la forza per chiudere il libro. Sapete che vi dico? Io me la rileggo proprio, i protagonisti mi mancano, la storia è bella è interessante, le emozioni ci sono tutte, quindi… Buona lettura!

sabato 9 dicembre 2017

In buona fede a cura di Katia Fortunato

Autore: Scott Pratt
Titolo:
In buona fede
Genere:
Thriller
Pagine:
280
Data di pubblicazione:
2017
Casa editrice:
Time Crime



Un'intera famiglia di quattro persone viene massacrata senza pietà nelle campagne del Tennessee. Due settimane dopo, segue un altro violento omicidio che vede coinvolti un professore in pensione e la sua amata moglie. Tutti gli indizi sembrano portare a due ragazzi seguaci di Satana, sospettati di essere i responsabili di entrambi i delitti. Il caso è affidato a Joe Dillard, viceprocuratore distrettuale ed ex avvocato difensore consapevole di aver trascorso troppo tempo a prendere le parti di clienti che si dichiaravano innocenti senza esserlo. Anche se gli indizi sembrano confluire tutti nella stessa direzione, Joe sa che il vero assassino è ancora a piede libero. C'è anche un terzo sospettato, una giovane e misteriosa donna di nome Natasha, contro la quale, però, non ci sono prove a sufficienza... I due ragazzi, inoltre, sembrano troppo terrorizzati dalla donna per poterla coinvolgere in questa storia. Spinto dal desiderio di espiare il proprio passato, Dillard è disposto a rischiare il tutto per tutto pur di risolvere il caso e assicurare alla giustizia il brutale assassino, anche a costo di mettere a repentaglio la sicurezza della sua famiglia e della propria vita.

Cazzo!
Quando ho letto il primo libro di Scott Pratt, “Un cliente innocente”, mi sono detto: Ehi! Il tizio è proprio bravo, ha davvero un bel potenziale, mi piace proprio. Così, quando mi si è presentata l’occasione di leggere il secondo, non me la sono lasciata scappare, ma mai avrei pensato che alla fine della prima parte avrei chiuso il libro per poter metabolizzare quello che ho letto! Diamine!
Parliamoci chiaro, ho letto libri più crudi, sconvolgenti e decisamente raccapriccianti, ma Scott mi ha descritto la scena con una semplicità disarmante, come se stesse elencando che ne so? Gli ingredienti di una ricetta? Che ne sono rimasta davvero di sasso.
Mi è piaciuta la fine, oh sì! Mi è proprio piaciuta, ci stava tutta.
Mi piace il protagonista, mi piace che stia dal “lato buono della legge”, mi piace che abbia una famiglia umana, che si arrabbi, che preghi, che sia indeciso su quale sia la cosa giusta da fare e nel contempo si lasci guidare dall’istinto. Mi piace questo autore paragonato a Grisham e Connelly (ne ha di strada da fare, ma se continua così, il tappeto rosso ci trova, sulla strada) e sinceramente non vedo l’ora di leggermi gli altri, quindi ne approfitto per fare un appello: Cara Fanucci, ti prego, ti prego, vediamo di sbrigarci un po’ a tradurre anche gli altri, che qui c’è gente (io) che vorrebbe continuare a conoscere meglio questo autore e questo protagonista. Grazie!