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mercoledì 14 ottobre 2015

L'urlo e il furore a cura di Katia Fortunato

Autore: William Faulkner
Titolo: L'urlo e il furore
Genere: Romanzo
Pagine: 320
Data di pubblicazione: 1929, 1 ediz.



Il 1929, passato alla storia come l'anno del crollo di WALL STREET che segnò l'inizio della Grande Depressione, è un anno fondamentale anche per la letteratura americana. Escono infatti "Addio alle armi" di Hemingway e "L'urlo e il furore" di Faulkner, una coincidenza che avvicina i libri, diversissimi tra loro, di due amici. Faulkner dà voce barocca a tutte le ossessioni e i fanatismi di quel Sud di cui pativa l'interminabile decadenza, incominciata con la sconfitta nella guerra civile. La mitica contea di Oxford diventa il teatro di un insanabile conflitto tra bianchi e neri, bene e male, passato e presente. Il romanzo è un complesso poema sinfonico in 4 tempi, che scandiscono le sventure di una famiglia del profondo Sud.




    Lettura indubbiamente difficile. Le prime dieci pagine parecchio confusionarie anche se l'uso del dialogo per i 3/4 del primo capitolo, mi piace parecchio, mi ha ricordato ''Inganno'' di Roth. All'inizio ho pensato che Faulkner avrebbe dovuto cambiare pusher perché quello che prendeva gli faceva parecchio male o, in alternativa, che gli servisse farsi vedere da uno bravo, ma bravo davvero... Una volta capiti chi erano i figli, i genitori, i narratori, i fatti e i dovuti collegamenti, la lettura ha cominciato a scorrere come un fiume in piena, che però si è un tantino arenata al secondo capitolo, riprendendo poi, fortunatamente, il suo corso.

“La vita è solo un’ombra che cammina: un povero attore che incendia e si agita sul palcoscenico, e poi non lo si sente più: è il racconto di un idiota, pieno di urlo e di furore, che non significa nulla.”

Geniale! Bello! Un libro che, a prescindere dal fatto che sia pesante come una parmigiana mangiata a mezzanotte (tanto per citare la Allevi della Gazzola), ogni lettore dovrebbe leggere!

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