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giovedì 29 ottobre 2015

Sleepers a cura di Katia Fortunato

Autore: Lorenzo Carcaterra
Titolo: Sleepers
Genere: Narrativa autobiografica
Pagine: 384
Data di pubblicazione: 1996
Casa editrice: Ballantine Books




L'autore racconta di sé da ragazzino e dei suoi tre amici del cuore. Siamo a New York negli anni Sessanta e i quattro sono uniti da un sentimento più saldo di qualsiasi legame di sangue. Astuti, brillanti, turbolenti, vivono per strada in uno dei quartieri più malfamati della Grande Mela, Hell's Kitchen. Frequentano la scuola parrocchiale gestita da preti cattolici, sbrigano lavoretti per un boss mafioso e improvvisano scherzi ai danni degli abitanti del quartiere, riuscendo sempre a cavarsela a buon mercato. Ma un giorno una beffa iniziata come un innocuo divertimento finisce in tragedia e i quattro si ritrovano dietro le sbarre di un riformatorio.





   Wow! E quando ti rendi conto che si tratta di una storia vera… i wow diventano più lunghi. ‘sti quattro ragazzi m’hanno fatto una tenerezza incredibile. Non si può passare l’inferno per una bravata. Quando si dice mettiamoli in galera. Ok, ci sta, non dico di no, ma affidati alle competenze di personale non annoiato da anni di lavoro frustrante. A persone con un pizzico di umanità che cercano di aiutarti e non di rovinarti ancora di più. Si potrebbe obiettare che due su quattro non sono diventati delinquenti, ma hanno intrapreso carriere di tutto rispetto. Io ribatto che ognuno di noi ha un tipo di sensibilità diversa. Non tutti affrontano le stesse esperienze allo stesso modo. Bisogna tener conto della personalità e dei sentimenti di ogni singolo individuo.

“Raccontai di quattro ragazzi terrorizzati che si addormentavano nel pianto e che nelle loro preghiere imploravano vanamente il nome di Dio di Padre Bobby perché venisse in loro soccorso. Raccontai delle notti interminabili trascorse a occhi sbarrati nel buio, dei ratti che si muovevano invisibili a ridosso delle pareti, delle chiavi che giravano nelle serrature d’acciaio, del manganello agitato nella penombra, della morsa di braccia muscolose, dell’urlo di un ragazzo.” 

Non ci si lamentasse se poi va a finire che ti ritrovi disteso coi piedi in avanti a causa di un proiettile che era destinato a te dal momento stesso in cui sono usciti dal carcere.
Adoro questo libro. Ho adorato il film con Gassman, De Niro, Pitt, Bacon e tutti gli altri. Un grande rammarico è l’irreperibilità; io ho faticato un bel po’ per trovarlo quando ne ho sentito parlare. Su compro vendo, uno m’ha sparato 99 euro, voglio dire…
Ecco, ne approfitto per fare un appello: Ristampatelo!!!

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