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mercoledì 11 novembre 2015

La custode di mia sorella a cura di Martina Campisi

Autore: Jodi Picoult
Titolo: La custode di mia sorella
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 428
Data di pubblicazione: 2007
Casa editrice: Tea


Anna non è malata ma è come se lo fosse. A tredici anni è già stata sottoposta a numerosi interventi chirurgici, trasfusioni e iniezioni in modo che la sorella maggiore Kate possa combattere la leucemia che l’ha colpita in tenera età. Anna è stata concepita con le caratteristiche genetiche per poter essere donatore di midollo per sua sorella, ruolo che non ha mai messo in discussione ma che ora le diventa, di colpo, insostenibile. Perché nessuno le chiede mai il suo parere? Anna prende una decisione per molti impensabile e che sconvolgerà la vita di tutti i suoi cari: fa causa alla sua famiglia. Un romanzo su un tema difficile e doloroso.



   Anna è frutto di un calcolo di ingegneria genetica volto a salvare, o quantomeno prolungare, la vita della sorella Kate malata di leucemia poliomielitica. Dalla nascita, Anna, ha sempre dovuto fungere da strumento di salvezza ma senza che mai le venisse chiesto il suo parere a riguardo, e così dopo l’ennesima richiesta dei suoi genitori, stavolta per donare un rene, decide di rivolgersi ad un avvocato per intentare una causa ai suoi genitori ed ottenere così l’emancipazione medica e rientrare in possesso del suo corpo. In realtà Anna si sente invisibile, si sente soltanto la sorella-della-figlia-malata, si sente semplicemente un donatore, non di certo amata e frutto d’amore. 

“Avere un figlio malato è un’occupazione a tempo pieno, certo uno si gode ancora le gioie della vita familiare, una bella casa, dei bei figli, ma dietro la facciata ci sono fratture, rancori che minacciano il fondamento stesso delle nostre vite.”

Jodi Picoult coglie con precisione e chiarezza le sfumature dei pensieri di ogni personaggio del romanzo, coglie i differenti punti di vista, le motivazioni, la difficoltà di trovare un equilibrio familiare e il modo di accettare ed affrontare un dolore così grande, come quello di avere una figlia e una sorella che da un momento all’altro potrebbe non esserci più, senza poter immaginare un futuro insieme. 

“Da piccola mia madre mi diceva che ero un coriandolo del cielo azzurro venuto al mondo perché lei e mio padre mi volevano tanto bene, solo più tardi ho capito che non era del tutto vero.”

L’atteggiamento di Anna ha suscitato in me due emozioni contrastanti: da una parte ho provato rabbia nei suoi confronti, che razza di persona potrebbe rifiutarsi di fare il possibile per salvare la propria sorella? Dall’altra parte, ho cercato empaticamente di mettermi nei suoi panni e guardare questa difficile scelta da un’altra prospettiva, anche Anna ha il diritto di vivere e di crescere come qualsiasi altra ragazzina invece che far da cavia. In realtà avevo già visto il film uscito nel 2011 con Cameron Diaz e Alec Baldwin ma devo dire che questo libro mi ha davvero colpita comunque, adeguandosi alle mie aspettative, e come il film mi ha fatto commuovere in diversi punti. Lo consiglio vivamente ma certo è che non ci si può aspettare un romanzo leggero vista la trama; un libro in grado di toccare nel profondo.

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