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mercoledì 13 gennaio 2016

Penso quindi gioco a cura di Katia Fortunato

Autore: Andrea Pirlo; Alessandro Alciato
Titolo: Penso quindi gioco
Genere: Biografia
Pagine: 140
Data di pubblicazione: 2013
Casa editrice: Mondadori


“Penso quindi gioco” è la conferma della perfetta efficienza della macchina Pirlo. Il regista bianconero usa i piedi per calciare, la testa per pensare e la lingua per dire ciò che sente, senza tatticismo o giri di parole. Fra le tante prese di posizione contenute in questo libro, Pirlo è categorico sui colleghi calciatori coinvolti nelle scommesse, suggerisce provvedimenti drastici per combattere la violenza negli stadi e il crescente razzismo che colpisce gli atleti di pelle nera. Non è certo tenero nei confronti dei dirigenti che hanno provato a rottamarlo, mentre ha qualche rimpianto verso quegli addetti ai lavori (Barcellona, Real Madrid, Chelsea) che gli hanno fatto una corte spietata, ma mai nel momento giusto. Pirlo racconta anche il suo lato spiritoso che si esprime negli scherzi da spogliatoio. Negli anni rossoneri il suo bersaglio migliore è stato Rino Ringhio Gattuso, oggi la voglia di divertirsi gli fa trovare continuamente nuove prede, nella Juve e in Nazionale.


   A prescindere dalla fede calcistica o dal fatto che possa o meno piacere il calcio, lettura piacevole, divertente e ironica, con aneddoti, speranze, paure, sogni e delusioni di un uomo che ha dato molto al calcio italiano. A me lui piace molto come giocatore, e leggendo il suo libro ho imparato ad apprezzarlo ancora di più come uomo. Vederlo sempre così serio, sui campi di calcio, soprattutto da quando s'è fatto crescere 'sto barbone esagerato e poi leggerlo mentre ride e scherza e fa battutine di cui non credevo fosse capace, non certo per mancanza di intelligenza o spirito, sia chiaro, fa un certo effetto.

“Dai momenti bui ci si deve sforzare di trarre un insegnamento. Scavare in profondità è un obbligo morale, per trovare un barlume di speranza, una perla di saggezza, una frase elegante che resti e ti renda il percorso meno amaro. Io l'ho fatto e non riesco ad andare oltre a questo: porca puttana.”

Ho letto questo libro ed è stata una risata continua. Non che non siano stati trattati temi più forti o di attualità calcistica, ma gli aneddoti di spogliatoio, è inutile, sono predominanti rispetto ad argomenti più seri, di cui condivido in pieno il suo pensiero.
Un libro che si legge molto velocemente, per la sua leggerezza. Bravo Alciato!

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