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martedì 26 aprile 2016

Le fedeltà a cura di Katia Fortunato

Autore: Diane Brasseur
Titolo: Le fedeltà
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 121
Data di pubblicazione: 2015
Casa editrice: Sonzogno


Prima di partire con la famiglia per le vacanze di Natale, il narratore si rinchiude nel proprio studio determinato a non uscirne finché non avrà preso una decisione. L’uomo ha 54 anni e da dodici mesi si divide tra Marsiglia e Parigi, tra moglie e amante. Ma la situazione è ormai diventata insostenibile, deve fare una scelta. Ama ancora la moglie, ama ritrovare il profumo della sua crema da notte, guardarla sorridere con la figlia adolescente, notare quello che hanno costruito assieme. Tutto questo però non gli ha impedito di andare più in là con Alix, l’amante del cui giovane corpo non riesce più a fare a meno. Vive in attesa del prossimo momento di intimità, della lucina che indica un suo messaggio sul telefonino, perché con Alix non è solo l’ebrezza di una nuova giovinezza, è più complicato di così, “è la possibilità di fare un secondo giro nel momento in cui le possibilità si restringono”. Lascerà casa e inizierà una nuova vita con l’altra donna, come fanno tanti uomini della sua età? Oppure troncherà la relazione per dedicarsi a moglie e figlia? Nel chiuso della stanza, l’uomo ripercorre la storia del proprio adulterio: gli incontri con Alix, le prime bugie, il senso di colpa. C’è chi è a proprio agio con una doppia vita. Lui no: ama la moglie, ama Alix, non ama l’infedeltà.


   Libro decisamente particolare. Mi ha ricordato Il danno di Josephine Hart per il tema affrontato. È interessante che a raccontare sia un uomo, ma che l’autrice sia una donna. È riuscita a fartelo dimenticare e ad entrare nell’animo maschile con molta naturalezza ed è riuscita ad esprimere bene questa sorta di guerra interiore di chi vuole ma non sa, allo stesso tempo, cosa.   Il libro è una sorta di monologo di quest’uomo, con una doppia vita, che si divide tra la moglie e l’amante e che alla vigilia della partenza delle vacanze di Natale con la sua famiglia, decide di affrontare, dentro di sé, la sua vita amorosa. Da una parte c’è la moglie, che ama da diciannove anni. Con cui condivide una figlia, la cura del padre di lui, la casa, il profumo della crema corpo che lei mette dopo la doccia, le piccole cose quotidiane che rinsaldano un rapporto. Dall’altra abbiamo Alix, l’amante di tredici anni più giovane di lui, che lo fa sentire “vivo”. 

“Come per consolare un bambino, ripeterà – Ti amo, ti amo, ti amo – molto dolcemente sul nostro letto, senza sapere a chi rivolge tutti quei – Ti amo -, e il dolore si calmerà un po’.”

Nonostante non impazzisca per i libri introspettivi, devo dire che questo mi è piaciuto. Mentre leggevo mi sono ritrovata a pensare più volte: Ma questo dove vuole arrivare? Vuole la botte piena e la moglie ubriaca? Possibile che non riesca a comportarsi da uomo e non prenda una decisione?
Mi sono immedesimata in sua moglie, cosa che, tra l’altro, ha fatto anche lui. Ho immaginato un finale molto diverso. Una decisione più di polso che, di fatto non c’è.

“A volte si sa che ci si farà un po’ male, ma bisogna buttarsi lo stesso, non è poi così grave.”

La fragilità umana, in questo libro, viene messa a nudo in modo realistico ed è veramente difficile rimanere indifferenti, che si sia uomo o donna. L’autrice è stata decisamente in gamba. Leggerò sicuramente altro di lei.  

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