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venerdì 18 novembre 2016

Forum: Le nove chiavi dell'antiquario

In collaborazione con Thriller Storici e Dintorni

Autore: Martin Rua
Titolo: Le nove chiavi dell’antiquario
Genere: Thriller storico
Pagine: 381
Data di pubblicazione: 2014
Casa editrice: Newton Compton


Gerusalemme, 1118. Alcuni monaci del neonato Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo, più tardi noti come Templari, fanno una scoperta inquietante nelle viscere del Monte del Tempio. Berlino, 1945. Un gruppo scelto di uomini si inoltra nella capitale del Terzo Reich devastata dai bombardamenti, per recuperare un prezioso manufatto. Napoli, 2012. La vita dell’antiquario Lorenzo Aragona procede tranquilla, finché una giovane donna dell’Est, comparsa misteriosamente, lo trascina in una drammatica vicenda dai risvolti esoterici. Ma chi è veramente Anna Nikitovna Glyz e che cosa lega suo nonno al nonno di Lorenzo? Per scoprirlo, i due iniziano un viaggio seguendo tracce e simboli da interpretare e decifrare. Un viaggio che, da Gerusalemme a Berlino, porta a Napoli e a Kiev, fino a Roma, e che presto assume i contorni di una fuga. Perché tutti gli indizi che Anna e Lorenzo trovano conducono a un misterioso e millenario enigma… il Codice Baphomet. Cosa si cela dietro questo antichissimo arcano ideato e tenuto segreto sino a oggi dai leggendari maghi caldei?


   Katia: Libro molto interessante, a tratti fantastico, forse anche troppo…
Tralasciando alcune discrepanze come, per esempio, le telecamere in tutta la casa all’inizio del libro; ti butti la tisana addosso e prima sei andato a vomitare in bagno? Lì le telecamere non ci sono? Fa piacere sapere che i rapitori avevano grande opinione della privacy. Il personaggio di Aragona mi ha lasciata un po’ perplessa. Sicuramente non è un eroe classico, senza macchia e senza paura. Un eroe “reale”, mi verrebbe da dire, solo che ogni tanto un bel pugno sul naso gliel’avrei dato molto volentieri. Anna mi è piaciuta subito. La scrittura è fluida e rende il libro easy e veloce da leggere. L’argomento è intrigante. Mi sono ritrovata spesso a pensare che sarebbe stato meraviglioso avere questa sorta di genio della lampada che realizza un tuo desiderio. Il corvo, mi si perdoni, mi è parso un po’ esagerato. Mi ha ricordato il film… In generale però, il libro mi è piaciuto. Mi è piaciuto il senso di lealtà di Aragona verso la moglie, dei nove custodi verso i loro compagni e il segreto che custodiscono; anche la lealtà del cattivo verso il compagno assassinato. Anche la lealtà del Papa verso i suoi fedeli (e non si può certo dire che io sia una fan della chiesa cattolica). Lo consiglio? Sicuramente. Una bella avventura fa sempre bene!

Francesca F.: Questo autore è stata una piacevole scoperta. Il primo capitolo della trilogia mette le basi per un buon romanzo. Lorenzo Aragona vive una vita da favola, ma niente è come appare e quando scopre l’immensa bugia che si cela dietro la sua vita cerca in ogni modo di smascherare i colpevoli, ma soprattutto a dare un senso a quello che il suo caro nonno gli ha trasmesso. Un antico ricordo racchiuso dentro la sua testa, ricordo che viene a galla quando la storia del Baphomet viene alla luce. Un romanzo intrigante e perdifiato. Pagina dopo pagina ti spinge sempre più in là sia nelle vicende che nei pensieri, nelle congetture e nel carpire ogni singolo segreto dietro ogni singolo personaggio. Il finale è aperto e quindi lascia spazio per un prossimo romanzo, esso praticamente ti invoglia a voler leggere il secondo capitolo della saga, perché ha aperto molte strade e tu, da lettore, non vedi l’ora di vedere dove prosegue e dove andrà a finire. Non posso parlare molto della trama, perché a mio avviso, i colpi di scena sono fondamentali e fanno di esso un buon thriller, ma allo stesso tempo un colpo di scena è alla base dell’intero romanzo. Una cosa che mi ha colpito molto è il fatto che la storia è alla base di questo romanzo, non solo perché Lorenzo è un antiquario, ma anche perché racchiude non solo il tempo presente, ma il passato più recente e quello più lontano, ma l’autore riesce a scrivere in un modo molto simile a Dan Brown cioè quel modo magnetico e intrigante che ti spinge a voler sapere sempre di più. Grazie alla lettura di gruppo ho scoperto molte cose, per esempio cosa è il Bophomet? Perché dovete sapere che nonostante sia un romanzo inventato, le basi sono reali quindi ti porta a porti delle domande e ad andare a cercare la verità dietro un romanzo e questa curiosità che nasce a me piace molto perché mi intriga ancora di più. Scrittura semplice, nonostante a volte gli argomenti siano complessi, ed ogni azione o ogni fatto storico è facilmente interpretabile da chiunque. Lo consiglio a chi ama il thriller, ma anche la storia, perché avrete una buona dose di thriller, ma la storia vi terrà sempre con i piedi per terra!

Sara Q.: A me è piaciuto molto. Scorrevole, intrigante… Sì un eroe dei nostri tempi. Mi è rimasto subito simpatico. All'inizio un po' di cose che non tornano tipo la tisana sul pigiama e in bagno vomita provocandosi gli urti ma li niente telecamere?! Va bè... licenze di scrittura… e in effetti quei corvi… mi ha comunque preso molto questo libro. Si legge velocemente perché è scorrevole. Gli ultimi capitoli poi... non riuscivo a smettere di leggere volevo sapere come andava a finire anche se fa thriller sapeva un po' di fantasy con quei corvi. Lo consiglio anch'io e vorrei finire la trilogia!

Roberto O.: Il libro mi è piaciuto molto, letto in poco tempo, quasi divorato. Come già è stato sottolineato ho trovato alcuni passaggi un po' forzati, ma il romanzo ha una connotazione fantastica che può essere accettata in questo contesto… molto buono l'intreccio dei periodi storici in cui la storia si snoda. Misteri che arrivano dal passato, da decifrare nel presente… Templari, chiesa ed archeologia sicuramente per gli amanti del genere sono un piatto appetitoso. Molti dialoghi e tanta azione per tutto il libro. Sono curioso di leggere come prosegue la trilogia.

Katia: Vero. Gli intrecci storici sono piaciuti tanto anche a me.

Luciana M.: Ottimo romanzo, scorrevole e mai noioso; è vero, alcune situazioni (poche) possono non essere verosimili, ma in questo genere di libri non disturba. Devo ammettere che amo poco gran parte degli scrittori italiani perché spesso sono troppo prolissi, nel senso che infarciscono i libri di notizie insignificanti (sembra per aumentare il numero di pagine). Rua, invece, quando descrive, lo fa con cognizione di causa e trasmette qualcosa. In questo romanzo, in particolare, ha descritto Napoli con una chiarezza che mi ha fatto venire voglia di partire e vedere di persona. Ho apprezzato molto le note finali in cui spiega quanto di fantasioso c'è nel libro e quanto di inventato; questa parte, secondo me, è ancor più interessante del libro stesso. In questo mi ricorda James Rollins, autore che adoro.

Edvige: Il libro è scorrevole, scritto bene, una lettura leggera. Personalmente mi è piaciuto poco; troppe forzature, a tratti molto fantasy (corvo), e il finale mi ha ricordato troppo Angeli e Demoni

Sara V.: Il giudizio complessivo è personalmente positivo. Lorenzo Aragona effettivamente mi ricorda, vagamente, Robert Langton, il personaggio protagonista dei romanzi di Dan Brown che a parer mio è più carismatico. Il nostro protagonista mi ha fatto anche un pochino di tenerezza. Il linguaggio è semplice e di conseguenza la lettura risulta scorrevole, pur facendo riferimento a diversi simboli storici.  Verso la fine non nascondo di essermi anche commossa. Apprezzo il riferimento a Cesare Valentino Borgia. Proseguirò comunque la lettura della trilogia.

Cristina M.: Bello!!! Mi è piaciuto!! Fra le pagine ho ritrovato spesso lo stile Dan Brown, ma questo per me è una cosa positiva! Ti fa immergere nella storia fin dalle prime pagine! La storia scorre abbastanza bene (con qualche piccola enfatizzazione). Lorenzo Aragona non è proprio un super eroe è vero, ma con Anna al suo fianco (anche se talvolta il suo essere guerriera ninja è un po' esagerato) sembra essere più forte! Insomma devo dire che leggerò anche il resto della trilogia perché ho passato ore piacevoli in lettura con Rua!

Daniela C.: Uno di quei libri da cui non riesci a staccarti! Mi è piaciuto molto, nella prima parte del libro, l'alternarsi dei capitoli tra la Napoli contemporanea e la Berlino del 1945; un buon metodo, a mio parere, per rendete avvincente la vicenda quando ancora non è nel pieno. La lettura per me è stata scorrevole e appassionante. Molte somiglianze con Dan Brown e con Allan Folsom. Per quanto mi riguarda Rua è riuscito a tenermi celata l'identità del "cattivo" fino all'ultimo, cosa che a Dan Brown, per quanto lo ami, non è mai riuscita. Bravo Martin Rua! Leggerò sicuramente tutta la trilogia.

Cristina C.: Ben scritto anche a se a tratti un po' troppo forzato...affascinante la trama...molto James Bond....

Emanuela L.: Mi è piaciuta la scelta di presentare la vicenda in prima persona, metodo che di solito non apprezzo molto, ma in questo caso ho trovato efficace, direi indispensabile, e il risultato è stato proprio quello che, immagino, fosse nelle intenzioni dell'autore: fare entrare il lettore in prima persona nella complicata vicenda. La scrittura facile e scorrevole, i numerosi colpi di scena, i frequenti spostamenti nel passato hanno reso la lettura molto avvincente e sempre piacevole. Il giudizio per quanto mi riguarda è positivo e mi invoglia a continuare nella lettura della trilogia.

Alessandra O.: Il libro nel complesso mi è piaciuto ma lo consiglierei a chi ama i misteri e il soprannaturale. Per i miei gusti c'è poca storia. Più che un thriller storico mi è sembrato un thriller esoterico. Le forzature sono state tante dal protagonista drogato che vive una realtà parallela fino al finale, l'idea di salvare la moglie malata o la popolazione mondiale. Il finale si è proprio perso nella fantascienza. Ma il protagonista Lorenzo Aragona era molto valido quindi leggerò prossimamente il resto della trilogia perché qualcuno del gruppo ha spoilerato che nel seguito ci sono riferimenti al principe di Sansevero di Napoli. Un personaggio storico che mi ha sempre affascinata.

Mariella T.: Il libro è stato scorrevole. Qualche forzatura nello sviluppo della storia. Lo schema risulta un po' troppo simile ai libri di Dan Brown. Forse una maggiore attenzione ai personaggi sarebbe stata opportuna...alcuni errori ortografici e nella forma (deformazione professionale!)

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