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martedì 31 gennaio 2017

Forum: Il segreto di Luca

In collaborazione con Club Qualcuno con cui… Leggere

Autore: Ignazio Silone
Titolo: Il segreto di Luca
Genere: Narrativa italiana
Pagine: 191
Data di pubblicazione: 2001
Casa editrice: Mondadori
                                                                                                                                               
Siamo nell'estate dell'immediato dopoguerra, a Cisterna dei Marsi. Un uomo sulla settantina, Luca Sabatini, dall'aspetto d'un mendicante, torna nel piccolo villaggio dopo un'assenza di molti anni, all'insaputa di tutti. Dando uno sguardo alla montagna che gli sta di fronte, si arresta bruscamente nel non ritrovare la selva d'un tempo e, addirittura, prova un senso di «pena e orrore» nell'apprendere che essa bruciò forse per «la maledizione di Dio». Arrivato davanti alla vecchia chiesa, chiede inutilmente del parroco di sua conoscenza. Mentre attraversa lentamente il groviglio di vicoli della parte più antica del borgo, una donna anziana, cieca, ne riconosce il passo e chiede con insistenza il suo nome, ma una ragazza le risponde che si tratta d'un povero vagabondo.
                                                                                 

   
   Angela: Dico innanzitutto che mi è piaciuto. Una volta iniziato a leggere questo libro sono andata avanti con molta curiosità, aiutata dalla scrittura e dalla narrazione semplici e chiare, di Silone, che ci racconta di due uomini uniti da una sincera amicizia: il primo, ormai anziano, ha subito e vissuto sulla propria pelle una grande ingiustizia, e l'altro, più giovane, mosso da ideali di giustizia, cerca di scoprire la verità su una storia di cui nessuno sembra voler parlare e che tutti vorrebbero seppellire sotto coltri di segreti ingombranti. "Il segreto di Luca" è un "romanzo sociale e morale", che io ho trovato intenso nella sua semplicità, ricco di dialoghi, in cui l'Autore ci rimanda il modo di pensare e di agire dei suoi personaggi senza perdersi in riflessioni e monologhi, ma attraverso le loro parole e i comportamenti. E' un romanzo che denuncia i meccanismi spesso iniqui che muovono la Giustizia. Parere positivo e contenta di averlo letto!!!

Lucia: Mi è piaciuto molto questo romanzo di Silone, affronta senza pesantezza temi importanti e intramontabili quali la giustizia e la libertà. Ispirato a ciò che Silone ha vissuto, all'età di 8 anni, intrattenne una corrispondenza con un carcerato per conto della madre analfabeta "Di lì a poco smisi di frequentare gli altri ragazzi. I giuochi infantili sul greto del fiume ben presto m'apparvero lontani, come un paese abbandonato. Era il paese ingenuo della Befana e dei giardini in cui le mamme trovano i neonati". L'autore, in questo romanzo non è interessato alla giustizia del singolo individuo ma punta il dito contro la meschinità degli individui, (sia i paesani che quelli di chiesa) che insieme hanno condannato Luca. Molto bella, e questa è la parte che mi ha fatto riflettere maggiormente, Luca non mette in piazza i suoi sentimenti come arma di difesa, lui paga un prezzo altissimo ma rimane fedele a se stesso.

Giovanna: L'avevo letto tanti anni fa e sono contenta di averlo votato e riletto... E' un bel romanzo, scritto con semplicità, nel quale un segreto, una lontana e impossibile storia d'amore ruota attorno a tanti temi diversi: la miseria, la dignità, l'amicizia, la ricerca della giustizia, la rassegnazione all'ingiustizia, la ragione, la superstizione, la selvatichezza di quel mondo contadino che sembra lontanissimo, ma non lo è poi così tanto. Trattare di temi tanto profondi e difficili in un libro snello, leggero, di nemmeno 200 pag., parlando di gente semplice e vera, è un ulteriore segno della validità letteraria di Ignazio Silone.

Michela: Può un uomo preferite l'ergastolo invece di mettere nei guai la sua amata? Strano questo romanzo. Credo di non aver letto altro di Silone. Colpita, più che dalla storia che con il senno di poi trovo parecchio assurda, dalla scrittura semplicemente contorta che lo contraddistingue. Silone ci guida nella vita di alcuni personaggi e ci fa riflettere sulla natura umana: pur di avere una vita tranquilla si preferisce puntare il dito verso il prossimo e nascondere la testa sotto la sabbia per non aver rimorsi di coscienza. Merita attenzione questa storia. Si descrive appunto l'animo umano sotto diverse sfaccettature e si descrive, diversamente, l'empatia di coloro che invece si dimostrano amici. Bello.

“Si racconta di uomini che hanno accettato la morte per il proprio amore. Ma Luca per Ortensia ha fatto molto di più. L' ergastolo è più della morte. La morte dura un attimo e richiede un coraggio momentaneo. L' ergastolo è un'esistenza”.

Sara: Mi ha catturato fin da subito questo romanzo, mi incuriosiva, come una sorta di giallo volevo capire cosa c'era dietro la condanna di Luca. Narrazione semplice, scorrevole. Argomenti importanti e intramontabili. Riscoprire contesti di un'epoca passata mi piace sempre molto. Io credo che più che sulla giustizia, Silone voglia puntare il dito contro la meschinità e ipocrisia di una comunità che condannando un innocente oltre a non averne avuto scrupolo ha rovinato la vita anche ad altre persone coinvolte nella faccenda. Luca è un grande personaggio che resta fedele a sé stesso e al suo grande amore. Bellissimo anche il riferimento alla condanna di Gesù.

Ida: Felice di essermi unita a voi nella lettura, mi è piaciuto proprio tanto. Bella la scrittura, lineare, scorrevole e molto bella la storia di Luca, che poi non è solo storia di un uomo ma l'immagine di una società, una piccola comunità, con le sue contraddizioni e, soprattutto, ipocrisie. Meglio l'ergastolo che l'ammissione di un amore "proibito", meglio morire piuttosto che dire la verità. Povero Luca, ma alla fine poveri tutti loro che nemmeno dopo tanti anni riescono a passare oltre la facciata, a far pace con quel loro essere così bigotti e giudici dei sentimenti altrui. Andrea mi è piaciuto tanto, direi il personaggio che ho preferito. Davvero una gran bella lettura, avrei perso una perla se non lo avessi letto.

Lucia: Secondo me Silone è l'alter ego di Andrea.

Ida: Sì.

Sara: Sì sì, penso proprio che sia così.

Arianna: Bellissimo. Questa lettura mi è proprio piaciuta. Perché vera, sincera. Silone credeva in ciò che scriveva e appare nella lealtà estrema dei suoi protagonisti. Semplice, scorrevole. La verità e la lealtà sono sempre compagne scomode per chi le nega. Il ritorno di Luca fa tremare un paese perché fa tremare la sua lealtà, la sua verità che non esiste, è tutta una facciata. Il bambino non ne viene toccato poiché rappresenta l’ingenuità e l’istinto... Tutto il resto trema come con il terremoto. Pieno di messaggi positivi ma non retorico. Non avevo mai letto Silone ed è stato piacevolissimo.

Silvana: A me è piaciuto come scrittura. Come storia anche, ma sinceramente questi amori eterni... bah!!!

“È sempre così l'amore? Mio Dio, mio Dio, non riconoscevo più la creazione. Sentivo il cielo nel cuore. Era come se dalla testa mi sprizzassero centinaia di stelle. La felicità era penetrata nel mio essere e vi aveva suscitato una luce che ignoravo. Tutta la terra girava attorno a noi due come una trottola”.

Ida: Sono d'accordo con te riguardo a questo. Perché tutto questo struggimento? Questa sofferenza? Perché? Tanto valeva dare scandalo del tutto no? Tanto tutti sapevano! Lei poi che dice a lui di non sposarsi? Eh no carina!

Sara: Lei un po' stronza... e comunque gli amori non vissuti sono quelli che restano dentro x sempre

Ida: Non ne sono così convinta. Certo questo romanzo dà ragione alla tua tesi ma per me resta poco credibile nella realtà.

Sara: Punti di vista.

Arianna: Io ho trovato tutto il libro molto simbolico. Non mi sono soffermata molto sulla realtà delle reazioni e comportamenti vari. Strano perché io sono miss materiale... ma qui io ho letto un messaggio forte di lealtà. In quanto alla tiritera amori eterni a me stanno sul gobbo anche Romeo e Giulietta. Mi fan cadere le braccia. Muoiono anche da scemi.

“In quell'istante sentii inondarmi di una gioia immensa, sconosciuta. Era una specie di estasi. Ogni senso di incertezza o di paura mi abbandonò. Sai dirmi che accade all'anima in quei momenti? D'un tratto il mondo intero ha un altro aspetto”.

Silvana: Io sono d'accordo con Arianna.

Sara: No non vero.

Arianna: Ma come no??? Sono due tordelli, se la cantano e se la suonano: Perché sei te, perché non sei te, e guarda le stelle... e guarda sta luna e finiscono da scemi. Morti senza né arte né parte.

Sara: Povero Shakespeare. Si starà rivoltando nella tomba. Io sono romantica quindi non mi fai cambiare idea.

Arianna: Anche io. Comunque due schiaffi a testa glieli avrei dati. Sarà l istinto materno che prevale sul romanticismo.

Barbara B.: Bello, bello, bello... Non saprei cos'altro aggiungere a quello che avete scritto voi. Ero partita un po' titubante, pensando di trovarmi di fronte ad una lettura pesante, e invece lo stile scorrevole e la curiosità di scoprire il mistero mi hanno portata avanti velocemente. Meschini e poveri d'animo davvero, i paesani che non riescono a passare oltre... Luca un eroe tragico.

Paola: Eccomi! Innanzi tutto sono proprio contenta perché vedo che la lettura è piaciuta a molti di voi. Io l'avevo letto tanti anni fa e come allora la cosa che mi ha colpito di più è proprio la storia personale del protagonista che accetta, anzi sceglie, di vivere l'ergastolo, nonostante la sua innocenza, pur di non disonorare una donna già sposata. Mi sono sempre chiesta che senso può avere una vita
così, eppure x Luca, inserito in quell'epoca e in quel contesto sociale, il senso c'è ed è la consapevolezza di aver fatto la cosa giusta. Mi colpisce la sua serenità, priva di rancori, quando, vecchio, torna al suo paese. È un libro che mi lascia un senso di malinconia positiva, che mi fa capire che qualsiasi vita è degna di essere vissuta e mai priva di senso!

Arianna: Io l’ho letto più come simbolo, Luca, che come persona vera e propria. Forse perché mi sono fatta influenzare un po’ dalle idee di Silone.

Sara: Si è vero, ogni vita è degna di essere vissuta.

“Non credere mica che un istante di felicità sia poco. La felicità esiste solo sotto forma di attimi”.

Luisa: Luca Sabatini, un vecchio settantenne di Cisterna dei Marsi (paesino dell'Abruzzo), condannato all'ergastolo per omicidio, è il protagonista di "Il segreto di Luca", attorno al quale ruotano tutti gli altri personaggi. Luca ritorna al paese dopo quarant'anni di carcere, graziato perché il vero omicida, in punto di morte, confessa il suo delitto. La notizia del ritorno dell'ex-ergastolano viene accolta con ansia da parte dei compaesani che, nonostante ormai fosse chiaro che l'assassino non era lui, non gli avevano mai perdonato tutto ciò che c'era stato dietro al fattaccio. Apparentemente il protagonista è Luca Sabatini, ma la figura di primo piano è Andrea Cipriani figlio di un amico di Luca e che ritorna in paese come un eroe appena eletto ad una carica politica. Sarà lui che si sente coinvolto in questo atteggiamento del paese e che cercherà di indagare su cosa sia veramente successo a Luca. La sua figura risalta come se egli diventasse all'improvviso un detective e alla fine scoprirà a cosa fosse dovuto l'atteggiamento rassegnato dell'ex colpevole e il silenzio dei suoi compaesani. Ottimo lo stile che ne fa un classico mettendo in risalto la fluidità narrativa dell'autore. Letto con piacere e quindi ne consiglio la lettura.


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