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venerdì 7 aprile 2017

Forum: Il buio oltre la siepe

In collaborazione con Club Qualcuno con cui... leggere

Autore: Harper Lee
Titolo: Il buio oltre la siepe
Genere: Narrativa straniera
Pagine: 304
Data di pubblicazione: 2013
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 9,50 euro


 In una cittadina del "profondo" Sud degli Stati Uniti l'onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d'ufficio di un "negro" accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l'innocenza, ma l'uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l'episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell'infanzia che è un po' di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.



   Luisa: Questo cari lettori è un capolavoro, un libro che sicuramente non si dimentica. Il buio oltre la siepe scritto da Harper Lee, un'autrice che nel 1960 vinse il premio Pulitzer proprio con questo libro. Ottimo nel ricordo anche il film in cui l'avvocato Atticus Fich era interpretato da Gregory Peck. L'argomento che tratta è il pregiudizio che negli anni 20-30 imperversava contro i negri affrancati dalla schiavitù ormai da anni, ma giudicati esseri inferiori soprattutto nel piccolo paese di Maycomb in Alabama dove si svolge tutta la storia. La voce narrante è quella della piccola Marie Louise Finch chiamata Scout. Nel linguaggio semplice tipico dei bambini racconta la storia della sua infanzia orfana di madre con il padre che lei e il fratellino Jem chiamano Atticus. La piccola Scout è un Tom Sawyer ed un Huckleberry Finn in gonnella, intelligente e divertente. Gioca solo con il fratello e l'amichetto delle vacanze Dill e sono attirati dal misterioso Arthur Radley che vive nella casa accanto senza mai uscirne. Inventeranno mille stratagemmi per poterlo vedere. Il fulcro del romanzo è il processo ad un negro accusato di stupro. Viene nominato difensore d'ufficio proprio l'avvocato Atticus e Scout e Jem verranno segnati a dito come figli di un "negrofilo". Il libro accessibile a tutti, anche ai ragazzi, è una denuncia al razzismo e alla condanna a priori delle persone di colore. La trama soprattutto nell'ultima parte si tinge di giallo con episodi di suspance. Lo stile piacevole e scorrevole che ricorre spesso alla narrazione attraverso flash back che ci rendono chiara lo svolgersi della trama. Per chi ha visto solo il film consiglio la lettura del libro che rende ottimamente la situazione dei negri d'America come già ho rilevato nell'ottimo libro “L'aiuto” di Kathryn Stockett. Consiglio a tutti la lettura!

Francesca: La sobrietà della penna di Harper è una ricchezza, come Haruf, con poche parole impregna tutto di forte significato. Un dono.

Arianna: Non posso dire che non sia un bel libro ma me lo aspettavo totalmente diverso e non mi ha dato quelle emozioni che speravo di trovare. Mi ero fatta un film in testa e non mi ci sono ritrovata. Non so nemmeno io. Bello. Punto.

Lucia: "Ma se gli uomini sono di un tipo solo, come ti spieghi che non vanno mai d'accordo tra loro? Se sono tutti uguali, perché passano la vita a disprezzarsi a vicenda?"
Indimenticabile per me questo libro, il razzismo affrontato in modo semplice e delicato tanto da poter essere letto e capito anche dai più piccoli. Un argomento valido all'epoca per la discriminazione dei neri ma valido ancor oggi per altre prese di posizione. Un libro che fa riflettere e sono contenta che nelle scuole venga fatto leggere, è importante che i ragazzi imparino il rispetto per tutte le razze e colori della pelle. Anche il film merita ma non tanto quanto il libro.

Francesca: Lucia, giusto pensiero. Questo libro nelle scuole è un dono! Mio figlio oggi sedicenne e non lettore l'ha letto a dodici, a scuola. Ad oggi lo ricorda benissimo ed è stato bello parlarne anche con lui.

Arianna: Riflettevo… La questione razziale in America è pazzesca… Non c'è tutt'ora uguaglianza e accettazione vera. il razzismo esiste ed esisterà sempre. La cosa che mi viene in mente leggendo queste pagine è che i peggiori razzisti alla fine sono gli ignoranti i disagiati ed è sempre una lotta tra poveri, alla fine.

Anna: Sì Arianna, penso che ignorare sia alla base di ogni forma di razzismo. A volte si preferisce non approfondire, non conoscere e da lì nasce il pregiudizio nei confronti degli altri.

“Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?”

Valentina: Grazie per aver proposto questo libro! Era tantissimo tempo che volevo leggerlo. Ora davvero mi chiedo cosa stessi aspettando! Non credo nelle letture "obbligate", ma penso davvero che questo libro vada proposto il più possibile ai ragazzi e che non possa mancare nel curriculum di un lettore! Leggendolo non pensavo di essere di fronte ad un libro ben scritto o ben strutturato... ma di avere tra le mani davvero un testo che ha da insegnare. Il dramma del razzismo viene affrontato con semplicità, senza retorica, ma nemmeno senza lasciare dei non detti, senza ipocrisia. Credo che per questo sia funzionale l'utilizzo di Scout come voce narrante. Trovo che le pagine in cui si descrive la lezione sul nazismo nella classe di Scout siano davvero emblematiche. Fantastico espediente per una riflessione così profonda.

Barbara B.: Questo libro aspettava anche me da tanto tempo. L'ho trovato così attuale nonostante descriva vicende di 80 anni fa! Attuale nella diffidenza verso il diverso, nella facilità ad etichettare, nella immobilità di certi atteggiamenti. Un libro che fa riflettere tanto!!! Lo ha letto anche Marta ed è rimasta molto colpita. Sta seguendo un po' le vicende riguardo l'immigrazione in America e la chiusura di Trump e mi ha fatto notare che tutto sommato in quasi un secolo non è che si siano fatti grandi passi in avanti ...

 Anna: Bello che lo abbia letto anche Marta. tutti i ragazzi dovrebbero leggerlo, di razzismo nelle scuole ne vediamo tanto…

“Non è necessario sfoggiare bravura, non è signorile; e poi alla gente non piace vedersi attorno persone che ne sanno più di loro: li irrita. Non riuscirai mai a cambiare le persone limitandoti a parlare bene, bisogna che siano loro a desiderare di imparare; se non lo desiderano non puoi far niente.”

Angela: Per me è stata una piacevolissima rilettura. "Il buio oltre la siepe" è un romanzo davvero bello e ogni suo aspetto contribuisce a renderlo indimenticabile: il modo di scrivere dell'Autrice, così semplice, immediato; la giovanissima protagonista, con il suo sguardo puro, leggero e sensibile insieme, che ci fa sorridere per le sue marachelle e sperare in un'affollatissima aula di tribunale; l'ambientazione (una tranquilla cittadina, religiosa e chiusa nelle proprie convinzioni e tradizioni), la discriminazione razziale e l'ingiustizia inevitabile; e su tutti, per quanto mi riguarda, la figura meravigliosa di questo padre ed avvocato irreprensibile, combattivo: Atticus, la cui sensibilità e nobiltà d'animo ci colpisce profondamente e non possiamo non provare ammirazione per lui. Sono tanti i passaggi che ci fanno riflettere, ci commuovono, ci fanno arrabbiare, in una parola: ci emozionano, e quando si arriva all'ultima pagina, si vorrebbe restare con Scout un altro po', perchè abbiamo bisogno anche noi, come lei e a prescindere da quanti anni abbiamo, di credere che non tutti gli uomini sono ingiusti e che il domani può essere migliore. E' uno di quei libri che ho letteralmente divorato; è uno di quei libri che non ti stanchi di rileggere e che, a distanza di anni, non smette di emozionare.

Anna: Uno dei libri più belli che ho letto. Un libro che mi è entrato nel cuore e quindi ho riletto con molto piacere. Già il titolo racchiude tutto: come al solito la traduzione italiana è diversa dal titolo originale, ma questa volta ricordo di aver letto che era perché il nome dell'uccellino che era nel titolo non poteva essere tradotto in italiano. Comunque anche se non c'è nel titolo l'uccellino è sulla copertina e rappresenta l'essenza del libro: un essere indifeso, inerme che subisce il volere di esseri più forti! Anche il titolo italiano mi piace questa volta perché “Il buio oltre la siepe” è ciò che non conosciamo e per tale ragione ci fa paura. La storia è raccontata dal punto di vista di una bambina, che con la sua innocenza si trova ad affrontare diverse forme di pregiudizi: quella verso gli uomini di colore, quella verso il padre che li difende e quella verso un uomo sconosciuto che non partecipa alla vita della comunità. Una forma di pregiudizio è anche quello nei suoi confronti: una bambina che con il fratello è cresciuta dal padre e da una domestica di colore, una bambina a cui viene da qualcuno chiesto di smettere di comportarsi come un maschio, smettere di leggere. E’ un romanzo di formazione, Scout cresce ed impara ad affrontare il suo mondo con l’innocenza propria di una bambina cresciuta da un papà speciale. Si parla di segregazione razziale, della condizione della donna, di razzismo ma anche di accettazione e di ideali. Difficile scegliere la frase che mi è piaciuta di più...questa è tra le mie preferite: "Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede.”

Silvana: Uno dei più bei libri che abbia mai letto. Però devo dire che mi aspettavo che fosse una palla.

Francesca: Anch'io Silvana, l'ho sempre snobbato per quello... invece si è rivelato bellissimo e per nulla noioso.

Laura: Io non l'ho riletto perché lo ricordo bene e con immenso piacere! La freschezza. Ecco cosa mi evoca. La freschezza di come un bambino concepisce il concetto di legge giusto, di come il protagonista lo spiega, lo insegna senza " sporcarlo" dei meccanismi burocrati della giustizia e i preconcetti razzisti insiti nell'ignoranza!!! E se ne fa carico, nonostante sappia in cosa va incontro !! La lezione qui è perpetua, ma soprattutto è ogni giorno più attuale, non sono in America in cui le molteplici etnie non si amalgamano, anzi si contrastano ampiamente e duramente, ma anche nelle altre nazioni. Estirperemo mai questo cancro? Ce la faremo a spogliare i nostri occhi e guardare che chi si ha dinanzi a noi è come noi stessi: essere umani? Non so, sembra che più ci si evolve, più il benessere cresce, più aumenta effettivamente la diversità. Comunque qui c'è una gran bella lezione, di umiltà, di morale, di giustizia e soprattutto di umanità!

Michela: Letto. Riletto. Straletto. Inutile scriverne una recensione. Qualsiasi cosa io possa dire sminuirebbe la grandezza di questo capolavoro. Faccio solo un nome: Atticus Finch. Uno dei personaggi letterari più belli che si può avere la fortuna di incrociare nelle proprie letture.

“Tutti devono imparare, nessuno nasce sapendo già le cose.”

Ida: Per me era la terza rilettura. Non era forse necessario farlo, in quanto non si dimentica né la storia né tantomeno i protagonisti, ma come sempre succede nel rileggere libri che meritano, ogni volta si svela qualche particolare, e conoscendo già trama e finale ci si può concentrare su quelli che sono i messaggi che l'autore ci vuole trasmettere. La voce narrante affidata a Scout è la particolarità secondo me più bella di questo romanzo, è la voce di un essere umano che ancora non sa cosa siano i pregiudizi, e quindi anche un adulto si rende conto delle lezioni di vita che trapelano dalle parole di una bambina. Limpida, innocente, curiosa, acuta, intelligente, la piccola Scout si comporta come farebbe qualsiasi bambino, in un mondo però che tutto è fuorché limpido come lei. Atticus, Un padre presente e meraviglioso, paziente, sempre pronto a spiegare ai suoi figli anche le contraddizioni evidenti generate dall'odio della massa verso chi è più debole, o comunque diverso dagli altri, da quelli cioè che credono di essere i giusti. Non ci sarà invece giustizia, perché Harper Lee ha voluto raccontare uno spaccato di vita di un piccolo paese dell'Alabama, dove il razzismo era profondamente radicato, non poteva quindi essere diverso il finale della storia. Il bello di rileggere un libro è anche quello di ritrovare personaggi che abbiamo amato, luoghi che già conosciamo, ed è interessante sempre vedere come spesso questo libri siano ancora così attuali nei loro contenuti.

Laura: Condivido Ida, tutto! Soprattutto il finale, perché ha reso reale il romanzo.

“Prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l'unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza.”

Anna: Hai ragione Ida e il fatto che alla fine non ci sia giustizia è uno dei vari motivi per cui l'ho amato, se ci fosse stato il lieto fine per tutti non sarebbe stato così vero.

Giulia: A me è piaciuto un sacco. Il fatto che fosse tutto visto e descritto dal punto di vista di una bambina. Geniale! Perché i bambini nella loro spontaneità sanno osservare le cose in una maniera così oggettiva che fa riflettere e rabbrividire (sebbene siano di fatto egocentrici in questa loro tappa di vita).

Maria: Anche a me è piaciuto molto e l'ho divorato! L'ho letto di recente, un mese fa circa, grazie al club, così l'ho votato come libro del mese per leggere le vostre recensioni. È uno di quei libri che ti fanno "vedere" ciò che raccontano, e sentire ciò che provano i personaggi. Atticus è un eroe perché crede in ciò che fa e lo fa con passione, nonostante tutto. La figlia, voce narrante, ce lo descrive come lo vede, con l'amore intriso di stima e attrazione freudiana che solo una figlia femmina può provare per il suo papà...eppure ne viene fuori una descrizione oggettiva che non può non farci schierare dalla parte di questo emblema di correttezza e coerenza morale. Analisi lucida del razzismo, sì nei confronti dei neri, ma anche delle donne, che ci mette in guardia dai luoghi comuni e dai preconcetti. Ho amato anch'io questo libro che consiglio anche ai più giovani perché estremamente attuale!

“Ci son degli uomini a cui bisogna sparare prima di dirgli buona sera, e anche allora non valgono la pallottola che serve ad ammazzarli.”

Francesca: Mi ritrovo nelle parole che hai detto di Scout nei confronti del padre! Io con il mio

Maria: Anche io con il mio che purtroppo non c'è più... Perderlo è stato il dolore più lacerante mai provato!

Giulia: Non ho mai partecipato a una condivisione di questo tipo su un libro letto in comune e.... Vi ringrazio tanto!!! Bellissima condivisione

Francesca: Anch'io! Che bellezza.

Giulia: E la dinamica tra il fantomatico Boo e i bambini? Fantastica! Sembrava di vedere i miei al Centro Diurno sapete?

Ida: Vero! Bellissimi quei passaggi!

Daniela: Era un libro che volevo leggere da anni ma ho sempre rimandato!!! Ora che l'ho fatto mi è piaciuto moltissimo, una storia scorrevole, interessante e mai noiosa su un tema molto importante e sempre attuale. Fortissimo il personaggio di Atticus!!! Una cosa che però mi rallentato un po’ la lettura è stata la continua mancanza di punteggiatura, a momenti non riuscivo a scindere i discorsi dalla narrazione.... può darsi che sia stato un problema del mio file ebook, purtroppo la mia copia cartacea l'avevo prestata anni fa e non mi è stata mai restituita per cui non ho potuto verificare le differenze. Qualcun altro ha avuto questo problema durante la lettura? O magari potrebbe essere solamente il modo di scrivere di quest'autrice?

“Cerca di batterti con il cervello e non con i pugni.”

Francesca: Se non fosse stato per voi non avrei affrontato questo libro, lo ammetto, l'ho sempre snobbato. Con umiltà dico di averlo amato molto, la tematica mi tocca e mi commuove ora come quando ero una bimba. Non avevo pregiudizi allora, non avevo paura delle persone diverse da me, mi sono sempre arrabbiata con chi cercava di imporre il proprio "potere" in quanto membro di una maggioranza, mi sono riconosciuta moltissimo in Jam. Per il mio inguaribile senso di giustizia ho amato visceralmente Atticus, così corretto, giusto, anche nei confronti di chi è in errore; il suo insegnamento, quello di mettersi sempre nei panni della controparte, lo trovo di una magnificenza irraggiungibile. La nobiltà d'animo che trasmette ai suoi figli mi fa desiderare di essere così con il mio Antonio. Purtroppo sono d'accordo con il pensiero di Marta, oggi non è cambiato quasi nulla, io stessa a volte mi infastidisco quando uomini di etnie diverse si avvicinano, insistono...Devo tornare bambina e donare un sorriso, guardare in quegli occhi diversi dai miei e rendermi conto che forse c'è una cosa che ci accomuna sopra ogni altra: l'uguaglianza. La voce narrante...Scout con la sua genuinità mi ha insegnato che posso ancora alla mia età essere una bambina, perché quella ingenua freschezza intelligente la sento pulsare dentro, basta ascoltare, l'amore è la risposta. Ad una prima lettura non è un libro per nulla scorrevole se ci si sofferma sul peso della tematica e si riflette sul contesto, ma ho trovato che tutto è equilibrato alla perfezione: l'ambientazione, i personaggi, lo stile dell'autrice sobrio ma ricco di significato che ho sentito addosso come una coperta calda, hanno reso questo libro un piccolo grande capolavoro per me. Non mi resta che vedere il film per amare ancora di più questa storia.


Emanuele: Io l'ho letto più di un anno fa. Non l'ho riletto perché è passato troppo poco tempo e anche perché, sinceramente, questo libro non mi ha stregato. Ci tengo a dire che i temi che affronta - e il modo in cui li affronta - da soli bastano a renderlo un classico contemporaneo da proporre in tutte le scuole. Tutte. Ma la penna di Harper Lee secondo me non è memorabile e in più di un'occasione mi sono annoiato. Peccato.

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