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venerdì 21 aprile 2017

L'inganno del male a cura di Katia Fortunato

Autore: Il club del cerchio
Titolo: L’inganno del male
Genere: Spy story
Pagine: 96
Data di pubblicazione: 2017
Casa editrice: Astro edizioni




Un documento sconvolgente riemerge dalle nebbie del passato. Quella che è sempre stata considerata solo leggenda, si rivela essere invece un inesorabile fatto storico. Il ricordo di quell’orrore è troppo vivo, diffonderlo significherebbe violentare la coscienza dei popoli e minare la stabilità dei governi di tutto il mondo. Mentre organizzazioni potenti e ritenute scomparse riemergono dall’oblio con obiettivi di dominio, il Club del Cerchio lavora nell’ombra per tutelare il mondo come oggi lo conosciamo. In attesa che la verità torni a galla... una volta per tutte.





   Il club del cerchio non esiste, è uno di quei gruppi di cui se ne sente il sentore, ma non si sa se esista o meno. Fatto sta, ha deciso di raccontarci alcune delle sue storie, alcune delle sue avventure. E lo fa in questo libro, che è parte di una serie, ma che è autoconclusivo. Non siete costretti a leggervi quello prima o quello dopo.
Il libro ha tutta l’intenzionalità e la voglia di essere una spy story e non si smentisce. Azione, intrighi, giochi di potere, spie…
Un bel film ce lo vedrei volentieri. A ben pensarci, più che un film, una bella serie televisiva. Io la seguirei.
La scrittura è molto fluida, ti leggi dieci pagine e non te ne accorgi; ha la stessa velocità e intensità della storia.
Personaggi interessanti e ben caratterizzati; un consiglio però, a meno che non appartengano al “club”, non affezionatevi troppo, perché non li ritroverete più. Io ho fatto l’errore di tifare per Davide, e ci son rimasta malissimo quando ho poi saputo che non l’avrei più rincontrato.

“In fondo è proprio questa la forza del male, signora P, è la sua capacità di ingannare il mondo a renderlo insidioso e impossibile da estirpare”.

Ho letto questo libro in mezza giornata, per due motivi:
Primo, come già detto, ha una scrittura molto scorrevole, semplice, ma d’impatto;
Secondo, è corto! Peccato! Il libro ha 96 pagine ed è, secondo me, la sua pecca più grande. Qualche paginetta in più ci poteva stare alla grande.
Concordo sul fatto che, essendo un Club segreto, tu non voglia buttare ai quattro venti la tua identità, ma diamine, hai fatto trenta, tanto vale fare trentuno. Tanto non vi riconosce nessuno. Vi chiamate tutti con l’iniziale, alla MIB, per intenderci, rischi non ne correte, ergo, la prossima volta allungate il brodo. Anche perché il libro lo merita e ti appassiona.

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