venerdì 19 maggio 2017

Libri Versus Film_1. Eragon a cura di Erik Screm


Libri Versus Film è la nuovissima rubrica bisettimanale di Vivo perché leggo curata dall'autore Erik Screm. La rubrica, come si evince dal nome, vedrà ogni due settimane una comparazione tra un libro e la propria trasposizione cinematografica (o viceversa) in cui verranno sottolineati i pro e i contro di entrambi per, alla fine, decretare un vincitore. E nella prossima puntata, vincerà il libro oppure il film?

Eragon



Tutti gli amanti del fantasy hanno letto, o per lo meno sentito parlare, dell'acclamato esordio di Christopher Paolini; 'Eragon', primo volume del 'Ciclo dell'Eredità' – che consiste, assieme al suddetto, di altri tre voluminosi libri: 'Eldest', 'Brisingr' e 'Inheritance'.
L'autore, portando stereotipi del genere fantasy in una scrittura fresca e fluida – forse tale per la giovanissima età che lo ha visto scrivere il suo primo libro -, è stato osannato dalla critica e si è costruito una fan-base non da poco, che ha portato 'Eragon' a divenire un bestseller. Cosa non semplice per un fantasy dai tratti classici: di questa tipologia di libri ci viene facilmente in memoria il grandissimo Tolkien, con la sua opera 'Il signore degli anelli' e un po' meno con 'Lo Hobbit', che tuttavia ha visto accrescere l'interesse dopo la recente trilogia cinematografica tratta dal volume.
Oppure può venirci in mente Robert Jordan e la sua mastodontica 'La ruota del tempo', o – soprattutto a noi italiani – può venire in mente Licia Troisi.
Ma di altri autori del panorama contemporaneo che scrivano di queste genere, se si chiede alla massa, si scopre che si ignora l'esistenza. Ci sono altri nomi, è vero, ma nessuno che venga osannato come Paolini o i sopra menzionati.
'Eragon' è un buon libro, non si può negarlo, e rappresenta il chiaro inizio di una grande avventura che, a conti fatti, si dipana in altri tre volumi. Ma, lasciatemelo dire, si fa presto a sopravvalutare un qualcosa credendolo un capolavoro, quando la critica, personaggi che hanno i mezzi di diffondere il loro pensiero tra una grande quantità di persone, ci bisbiglia che di quello si tratta.
Lungi da me il voler sminuire il lavoro di Paolini, ma io non penso che 'Eragon' si possa considerare una pietra miliare del fantasy; è un buon libro, lo si legge volentieri, ma lo si dimentica altrettanto presto e, alla fine, non rimangono che ricordi vaghi. Questo discorso lo si potrebbe allargare all'intero 'Ciclo dell'Eredità': dopo un 'Eldest' che secondo me è l'apice della serie, di gran lunga superiore al primo capitolo, con 'Brisingr' e 'Inheritance' c'è un lento e perpetuo declino, in cui la buona minestra offertaci da Paolini viene annacquata con lunghissime – e noiosissime purtroppo – descrizioni che nulla aggiungono alla trama.
Ma scrivo questo dimenticando che la critica già ha innalzato a capolavoro questa serie...benedetti siano coloro che pensano con la propria testa!
Sul libro non voglio soffermarmi oltre: è capace di emozionare, di creare situazioni avvincenti e suggestive, ma che, vuoi per l'età giovane dell'autore – anche se sono propenso a discostarmi da questo pensiero – o chissà cos'altro, rappresentano "solamente" una buona lettura, da farsi nei pomeriggi estivi, con la mente libera da pensieri o riflessioni.
Passiamo dunque al film.
Il film tratto da 'Eragon' è stato l'esordio cinematografico alla regia di Stefen Fangmeier, prima che lo sconto con le critiche durissime lo facessero desistere da questo ruolo, ed è uscito nelle sale nel 2006.
Per quanto riguarda l'interpretazione degli attori – forse indebolita da una regia debole – possiamo solamente affermare che è scialba.
Ed Spellers, che ricopre il ruolo di Eragon, avrebbe forse avuto bisogno di un maggiore aiuto da parte del regista nel suo primo ruolo importante in un film.
Galbatorix, il Re malvagio che regna su Alagaësia, non è convincente; non incute il timore che dovrebbe e allora, forse, era meglio che fosse null'altro che un nome bisbigliato con paura dai sudditi, proprio come accade nel libro.
È molto più spaventoso Durza, lo Spettro che serve il Re malvagio nei suoi turpi scopi, interpretato da Robert Carlyle. Altro personaggio convincente, dobbiamo ammetterlo, è quello di Brom, il compagno di viaggio di Eragon, nonché Cavaliere privo di drago -interpretato da Jeremy Irons.
Gli altri ruoli, invece, non spiccano per niente e – almeno in lingua originale – anche le voci in alcuni punti non aiutano.
Passiamo alla colonna sonora, composta da Patrick Doyle – compositore tra le altre della colonna sonora di 'Harry Potter e il calice di fuoco' -: le musiche sono belle, sembrano uscite da un film d'animazione della Disney ma quanto sono utilizzate male nelle scene? Spesso c'è un cambio di scena e la stessa traccia continua imperturbabile a proporci la stessa melodia, che diventa martellante, fastidiosa.
Ma è quindi tutto da buttare questo film?
No. Gli effetti speciali, i draghi, sono stati realizzati in modo magistrale e alcune, sporadiche, scene sono epiche e una gioia per gli occhi. Purtroppo però un film è fatto da tantissime scene, la cui riuscita è una concatenazione di elementi come l'interpretazione degli attori, la scelta di una giusta traccia musicale, e moltissime altre cose.
Il film di Eragon è dunque mediocre, e se volete prendere visione di un buon fantasy dovete cercare assolutamente altrove; per esempio in un 'Dragonheart' che, nonostante sia stato realizzato un bel po' di anni prima, surclassa 'Eragon' e ci presenta un ottimo film – con la presenza anche dei draghi, per chi cercasse quella creatura.
Concludiamo questa prima puntata dando la vittoria della sfida, ovviamente, al libro di Christopher Paolini, che avrebbe meritato una trasposizione cinematografica più epica, più fedele al libro (innumerevoli i cambi di trama a cui è stato sottoposto il copione), più bella.
Ringraziandovi per il tempo che avete speso nel leggere questa umile comparazione, vi invito a seguire la rubrica nella sua seconda puntata, che vedrà protagonista...




...rimanete sintonizzati! :-P




"Sulla pietra comparve una crepa. Poi un'altra, e un'altra ancora.
Affascinato, Eragon si chinò a osservarla, il coltello stretto in pugno.
In cima alla pietra, dove s'incontrava la ragnatela di fessure, un piccolo frammento sussultò, si sollevò e infine cadde sul pavimento.
Dal foro sbucò una piccola testa nera." - quarta di copertina di Eragon, scritto da Christopher Paolini (Fabbri Editori, 2003, 593 pagine, rilegato)






"Preparati ad entrare nel fantastico mondo del mito e della magia con il primo capitolo della trilogia dell'Eredità! In un mondo soggiogato dall'oscurità e dalla tirannia, nasce un raggio di speranza quando Eragon (Ed Speleers) trova una misteriosa "pietra blu" che si scoprirà essere l'ultimo uovo di drago esistente. Dal momento in cui si schiude, i destini di Eragon e del drago Saphira saranno legati per sempre nella battaglia contro il malvagio Re Galbatorix (John Malkovich) e il suo demoniaco servitore Durza. Ricca di azione, effetti speciali spettacolari e un'avvincente storia sulla capacità di credere in sè stessi, quest'avventura ti emozionerà e ti terrà con il fiato sospeso fino all'ultima battaglia! - retro copertina del DVD di Eragon, per la regia di Stefen Fangmeier (2006, 100 minuti circa, colore)

Nessun commento:

Posta un commento