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lunedì 26 giugno 2017

Belgravia a cura di Maristella Copula

Autore: Julian Fellowes
Titolo: Belgravia
Genere: Narrativa
Pagine: 414
Data di pubblicazione: 2016
Casa editrice: Neri Pozza


Nel giugno del 1815, Bruxelles appare 'en fête', con le affollate bancarelle nei mercati e le carrozze aperte pitturate a colori vivaci. Nessuno immagina che l'imperatore Napoleone sia in marcia, pronto ad accamparsi sul limitare della città da un momento all'altro. La diciottenne Sophia Trenchard, tipica bellezza inglese bionda dagli occhi azzurri, non ha alcun interesse per le questioni belliche; i suoi pensieri sono rivolti a Lord Edmund Bellasis, erede di una delle famiglie più importanti della Gran Bretagna, che le ha appena procurato gli inviti per il ballo della duchessa di Richmond. La guerra ha alterato gli schemi, permettendo di tralasciare le solite regole, e l'ambiziosa Sophia è intenzionata a non lasciarsi sfuggire questa occasione, insperata per una ragazza con i suoi natali. Suo padre, James Trenchard, è "il Mago", un abile commerciante che fornisce pane e birra ai soldati. Partito da una bancarella a Covent Garden, grazie a un vero talento per gli affari, ha compiuto una vertiginosa scalata sociale, spinto dall'insopprimibile desiderio di appartenere al bel mondo. Anne, la moglie di James, sembra essere l'unica della famiglia Trenchard ad aver conservato un po' di buon senso e a ostacolare l'unione tra la figlia e Edmund Bellasis. Durante il ballo un aiutante di campo irrompe nella sala recando con sé una missiva. Le truppe francesi hanno oltrepassato il confine e gli ufficiali inglesi, le uniformi da gala ancora indosso, vengono richiamati ai propri reggimenti...
  

   Julian Fellowes, attore, sceneggiatore e scrittore britannico, famoso per aver vinto nel 2002 l’Oscar per la miglior sceneggiatura con il film Gosford Park diretto da Robert Altman e per la splendida sceneggiatura della serie televisiva Downton Abbey, ricerca con “Belgravia” di portare una vecchia idea editoriale della tradizione ottocentesca all’era digitale. Il romanzo viene infatti prima pubblicato a puntate in ebook (dieci capitoli a pagamento e un prologo gratuito), una puntata alla settimana e solo alla fine viene dato alle stampe il libro intero grazie alla Neri Pozza. Il richiamo è quello del grande feuilleton dell’800, del “romanzo d’appendice che sposa la tecnologia digitale” come viene definito negli slogan pubblicitari, un affascinante esperimento che sembra ben riuscito in virtù anche della presenza di un sito dedicato dove il “lettore-spettatore” può navigare agevolmente nelle stanze dei palazzi descritti nel libro immergendosi totalmente nelle atmosfere vittoriane.
Il prologo è ambientato a Bruxelles. Siamo nel 1815, alla vigilia della sanguinosa battaglia di Waterloo. Al ballo della contessa di Richmond, nasce e si consuma una storia d’amore impossibile, quella tra Sophie Trenchard figlia di un ricco commerciante che ha fatto la sua fortuna procurando i vettovagliamenti all’esercito inglese e il nobile Edmund Bellasis, futuro duca di Brockenhurst, unico erede di una famiglia dell’alta aristocrazia. La guerra, con il suo carico di morte e di sangue prenderà il sopravvento sugli uomini, sui loro sentimenti, sulla loro visione del futuro.
Venticinque anni dopo, ci ritroviamo nell’emergente quartiere londinese di Belgravia, con le sue case bianche e sfarzose circondate da colonne che tanto le fanno assomigliare a delle enormi torte nuziali, opera dell’attività imprenditoriale di James Trenchard, il padre di Sophie, che ha avuto fortuna nel campo edilizio.
Aristocratici e arricchiti vengono così a trovarsi gomito a gomito in quelle abitazioni ampie e sontuose che sembrano essere state fatte apposta per feste e ricevimenti importanti.
E’ quello che succede ai Trenchard che si trovano ad abitare in una di quelle case a poca distanza dai conti di Brockenhurst, i genitori di Edmund Bellasis.
Un segreto che affonda le sue radici in un passato lontano, un segreto gelosamente custodito ma che piano piano verrà alla luce, unirà queste due famiglie fino a dipanarsi totalmente in un lieto fine, come previsto dal genere. Ma prima di essere svelato, dovrà fare dei giri immensi, scendere dai “piani alti” a quelli “bassi” della servitù, e risalire ancora attraversando un mondo che è in continuo cambiamento pur conservando le stesse emozioni negative e positive che, da sempre, hanno contraddistinto l’animo umano.
Lo stile è fluido, le descrizioni degli ambienti dettagliate e accurate, i personaggi tutti presenti nei loro stereotipi abituali dell’epoca raccontata, il “garbuglio” abbastanza scontato e prevedibile. Buona la descrizione del dualismo sociale britannico con l’aristocrazia che sembra non essere più in grado di tenere testa alla sempre più effervescente iniziativa imprenditoriale borghese, situazione che getta le basi per un futuro differente dalla passiva staticità nobiliare. Si legge abbastanza velocemente anche se a tratti risulta ripetitivo e lento e non ci sono personaggi degni di nota con i quali stabilire un moto di empatia. Tutto scorre, panta rei, senza lasciare grandi tracce in chi legge ma solo la speranza che venga al più presto trasformato in una fiction televisiva o in un film perché le caratteristiche per effettuare il passaggio ci sono davvero tutte e i risultati potrebbero essere sorprendenti, soprattutto se ci si dovesse avvalere della sceneggiatura dell’autore stesso.

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