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martedì 20 giugno 2017

Carol a cura di Noemi Galletti

Autore: Patricia Highsmith
Titolo: Carol
Genere: Romanzo
Pagine: 288
Data di pubblicazione: 2007
Casa editrice: Bompiani





Therese è un'apprendista scenografa che, per mettere insieme qualche soldo, durante il periodo natalizio si fa assumere in un grande magazzino. Il suo rapporto sentimentale con Richard si trascina stancamente. Tutto per Therese sembra precipitare in una grigia e disperata routine fino al giorno in cui conosce l'affascinante e bellissima Carol che, insinuandosi nella sua vita le fa conoscere l'ebbrezza di un amore diverso...







   La trama trascina un po’ il tono “spento” iniziale del romanzo. Un romanzo che fa venir voglia di continuare a leggerlo quasi tutto d’un fiato, nonostante tutto. Sarà che rimani affascinata da quanto bello può sembrare il senso di “libertà”, in un’epoca che non permetteva neanche di essere liberi di pensare, figuriamoci agire. Sarà che finalmente leggo un romanzo che finisce come voglio, senza che però me lo aspetti realmente.
Therese è una ragazzina. Una ragazzina che non sembra avere le idee molto chiare su quello che vuole, su come rapportarsi. Orfana, anche se non proprio, ma cresce da sola in un collegio di suore. Non riesce ad affrontare le emozioni come sarebbe logico fare, ne resta fuori. Sia dalle sue, sia da quelle degli altri. Nonostante tutto però non è fredda. Si fa degli scrupoli. Tenta di affezionarsi al mondo, con più difficoltà di quanto una diciannovenne possa riuscire ad affezionarcisi, anche in quel periodo. Forse soprattutto in quel periodo. Non è ben specificato nel libro. Ma uscì alla fine degli anni ’40. L’argomento non era così semplice da affrontare, non come ai giorni d’oggi. Considerando che la difficoltà non cessa d’esistere neanche nel 2015.
La scrittrice è molto brava a farti entrare nel libro. Ti ci trovi proprio dentro. Vedi il grande magazzino dove ha lavorato per un po’ Therese. Vedi Richard e senti i sentimenti di Therese, seppur non specificati in maniera dettagliata, ma impari a conoscere quanto si sia imprigionata la piccola protagonista, e quanto lui sia invece un ragazzo preso molto dal suo io, incapace di rendersi conto di lei veramente, ma esplicandole il proprio amore come lui stesso non lo abbia mai provato per altre. La coerenza della ragazza però è un punto forte. Il coraggio inespresso a sé stessa e la voglia di portare avanti le proprie idee e convinzioni.
Soprattutto in amore.
Carol. Carol è l’immagine della donna matura. Della donna che ha tanto da raccontare e niente racconta, perché ha vissuto quel tanto che ha potuto, ma non abbastanza da poter essere raccontato per esserne orgogliosa. In fase di divorzio. Una figlia. Una donna mondana. Che sa come comportarsi nel contesto sociale, qualsiasi esso sia.
Due donne, belle entrambe. Anche se Therese mi lascia un po’ di amaro in bocca, in quanto ragazzina, e non perché non sia pura nell’animo. Due donne completamente diverse. Eppure si cercano. Entrambe capaci di fare uscire il bello dall’altra. Di insegnarsi a vicenda la vita.

“Com’è mai possibile amare e avere paura?”

È un libro di poche pagine. Incentrato molto sulle due protagoniste. Tanto da leggerlo sperando che accada qualcosa perché un po’ ridondante. Però poi accade, e da lì poi non ne esci più. Diventa tutto come una bramosia che non ti lascia libera finché non lo hai finito.
Quando lo hai finito, ti lascia un po’ di malinconia. Patricia ti fa entrare completamente in questa storia, tanto da non volerla lasciare. Quasi a voler invecchiare con le protagoniste. Per il puro piacere di conoscerne tutti i particolari.

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