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lunedì 19 giugno 2017

La donna che cancellava i ricordi a cura di Katia Fortunato

Autore: Brian Freeman
Titolo:
La donna che cancellava i ricordi
Genere:
Thriller
Pagine:
384
Data di pubblicazione:
2017
Casa editrice:
Piemme



Per alcuni è capace di pura magia. Per altri, si diverte un po' troppo a giocare a essere Dio. In ogni caso, che se ne pensi bene o male, la dottoressa Frankie Stein fa parlare di sé a San Francisco: ha sviluppato un controverso metodo di ipnosi in grado di cancellare il ricordo di eventi traumatici, ricostruendoli in modo da "diminuire" il coinvolgimento del soggetto. Non tutti ci credono; tra i più scettici il detective della Omicidi Frost Easton - che spesso si ritrova a dover collaborare con Frankie in tribunale. Frost è un uomo con un passato ingombrante, che ha imparato a sue spese che non esistono i miracoli. E nemmeno le coincidenze. E infatti, quando una serie di donne ritrovate morte in zone diverse della città vengono identificate tutte come ex pazienti della dottoressa Stein, Frost sa che dovrà partire da lei per capire chi si nasconde dietro gli omicidi. Se vogliono fermare il serial killer che sta terrorizzando la città del Golden Gate, Frankie e Frost dovranno così navigare, insieme, le acque burrascose di un'indagine sempre più intricata, imparando ad apprezzarsi a vicenda. Mentre il killer continua a colpire: chi sarà la prossima vittima?


   Ma che bello!!! Finalmente un nuovo libro di Freeman! E con un nuovo protagonista che spero abbia vita lunga. Posso dire che forse forse mi piace più di Stride e di Bolton?
Freeman mette in scena le tue paure più profonde e ti fa capire che è meglio imparare a conviverci se l’alternativa è quella che ti offre lui…
Possono i ricordi essere dimenticati quando questi alimentano le tue ansie e le tue fobie più profonde e radicate? Possono essere manipolati? Cancellati?
Ecco… A volte mi piacerebbe proprio dimenticare… Non sapere di aver mai vissuto un episodio imbarazzante, doloroso… Ma fino a quando tutto ciò può essere giusto? Le tue esperienze, i tuoi ricordi, le tue paranoie, ti rendono la persona che sei. Hanno contribuito a formare quello che è il tuo carattere, il tuo modo di essere, di vivere.
Freeman è un maestro, non c’è che dire. In questo libro ho trovato qualcosa di diverso (una crescita forse, non indifferente). Mi ha incollata al libro e non mi ha permesso di lasciarlo se non dopo averlo finito. Mi ci voleva proprio e spero che, come è successo con Bolton, anche Frost lo chiami, e Freeman scriva qualcos’altro con lui protagonista.
Libro consigliato più che vivamente.

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