mercoledì 21 giugno 2017

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito a cura di Monica Truccolo

Autore: Salvatore Basile
Titolo: Lo strano viaggio di un oggetto smarrito
Genere: Romanzo
Pagine: 302
Data di pubblicazione: 2016
Casa editrice: Garzanti Libri

Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto a casa dopo la scuola, ma quando apre la porta della sua casa nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza dalla banchina. Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che vengono trovati ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano. Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, incastrato tra due sedili, Michele ritrova il suo diario. Non sa come sia possibile, ma Michele sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui. E c’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità.



La storia di Michele ed Elena mi è entrata subito nel cuore, ho sentito la tenerezza dei personaggi fin dalle prime pagine, una quieta malinconia mi ha accompagnato per tutta la lettura. l libro ha uno stile molto scorrevole, che riesce a catturarti e a tenerti legato alle pagine per sapere cosa succederà ai personaggi, pagina dopo pagina, forse non sarà in capolavoro ma una bella storia che mi ha emozionato come non mi succedeva da tempo con un romanzo.

Le ferite inferte ai bambini sono visibili, a occhio nudo, per tutta la vita. Perché i bambini sono teneri e indifesi. Se ci si pianta un'unghia, rimane l'impronta e cresce insieme a loro. Se invece pianti un'unghia su un tronco antico, non resta alcun segno apparente. E hai l'impressione di non averlo neanche scalfito, quel tronco, perché continui a vederlo forte e robusto. Intatto. Ma non è così, quell'unghia lascia comunque una ferita. Una ferita che all'esterno non si vede. Ma che fa invecchiare prima del tempo le radici.

Ci si ritrova tra la solitudine di quest’uomo, spaventato dal contatto umano, che si è allontanato dalla società ed il ricordo della madre che l’ha abbandonato, vivendo nella speranza che un giorno la possa ritrovare o che ritorni dove l’ha lasciato, da bimbo con il padre. All’improvviso.

Poi c'era il silenzio. E quel silenzio lo rassicurava. Nessuna voce, nessun volto. Nessuno lo avrebbe messo in imbarazzo, costringendolo a spiegare i perchè della sua vita solitaria.
Era solo. E quindi al sicuro.

Quando ritrova il diario della madre sul treno si fa ancora più forte la speranza di ritrovarla e di ritrovare un suo pezzo di vita. Sarà Elena, l’altra protagonista del libro, ad aiutarlo, a spingerlo fuori dal suo mondo, ad incitarlo nella ricerca, ad inseguire quello che per Michele resta il sogno di una vita.

Anche se non dovessi trovarla, almeno l'avrai cercata.
Almeno non avrai niente da rimproverarti.

Un libro che fa pensare, che ci dice che le nostre paure vanno affrontate e che non bisogna restare fermi sulle nostre angosce, che non aiuta certo a vincere le nostre ansie.
I luoghi dove si svolge il racconto sono ben descritti, sembra di essere davvero in quei posti assieme ai personaggi, si sente il rumore del mare, l’odore della città e lo sferragliare del treno che corre e corre.
Ci sono alcuni aspetti surreali, poco credibili ma ben inseriti nella storia e che secondo me la rendono ancora più commovente ed il finale non è affatto scontato come si potrebbe pensare.


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